OPERAI – Art. 7 – FESTIVITÀ LAVORO FESTIVO

Sono considerati giorni festivi:

a) le domeniche e i giorni prestabiliti per riposo compensativo per quei lavoratori che lo effettuano a norma di legge;

b) le quattro festività nazionali: 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 4 novembre.

c) le seguenti tredici festività:

– 1° gennaio (Capodanno);

– 6 gennaio (Epifania)

– 19 marzo (S. Giuseppe);

–  Lunedì di Pasqua;

–  Ascensione;

–  Corpus Domini;

– 29 giugno (SS. Pietro e Paolo);

– 15 agosto (Assunzione);

– 1° novembre (Ognissanti);

– 8 dicembre (Immacolata Concezione);

– 25 dicembre (S. Natale);

– 26 dicembre (S. Stefano);

– la ricorrenza del Santo Patrono della località ove ha sede lo stabilimento. Tale festività sarà localmente spostata ad altro giorno da stabilirsi fra le organizzazioni territoriali qualora essa coincida con altra festività retribuita.

Nelle festività di cui ai punti b) e c) il lavoratore ha diritto alla normale retribuzione giornaliera ancorché non vi sia prestazione di lavoro per assenza dovuta a:

1) infortunio, malattia, gravidanza, puerperio e periodo di assenza facoltativa seguente il puerperio, congedo matrimoniale, ferie, permessi e assenze per giustificati motivi;

2) riduzione dell’orario normale giornaliero o settimanale di lavoro;

3) sospensione del lavoro a qualunque causa dovuta, indipendente dalla volontà del lavoratore;

4) riposo compensativo di lavoro domenicale.

5) coincidenza della festività con la domenica od altra festività.

L’azienda sarà tenuta a corrispondere in tutto o in parte il trattamento economico previsto dal comma che precede, spettante nei giorni festivi, al lavoratore assente per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio qualora il medesimo non sia assicurato dagli enti mutualistici ed assistenziali.

Ai lavoratori che prestino la loro opera nelle festività di cui  ai punti b) e c) è dovuta, anche quando queste cadono di domenica, oltre alla normale retribuzione giornaliera, quella per le ore di lavoro effettivamente prestate con la maggiorazione dell’80%.

La maggiorazione dell’80% di cui sopra si applica sulla retribuzione e non è cumulabile con quelle previste dal precedente art. 6 intendendosi che la maggiore assorbe la minore.

In ogni caso sarà osservato il riposo nelle festività del 1° maggio, 15 agosto, 25 dicembre e nelle altre giornate fissate dall’accordo 13 dicembre 1964 stipulato in relazione al vigente calendario di uscita dei giornali quotidiani (All. D).

In deroga a quanto previsto dal 4° comma del presente articolo, e ferma restando la facoltà di chiamata in servizio da parte delle aziende, in caso di attività lavorativa prestata dall’operaio nei giorni che non sono più festivi a seguito della legge 5 marzo 1977, n. 54 e successive modificazioni, si osserverà il seguente regime retributivo:

a) per la festività nazionale del 4 novembre, la cui celebrazione è stata spostata alla domenica, l’operaio beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica. Pertanto si conferma che nella giornata del 4 novembre l’operaio, allorché vi sia prestazione di lavoro, non percepirà alcun trattamento aggiuntivo, mentre nelle domeniche coincidenti con la celebrazione della festività nazionale percepirà, nel caso vi sia prestazione lavorativa, 1/26 della retribuzione maggiorata del normale trattamento del domenicale. Nel caso in cui nella suddetta domenica non vi sia prestazione lavorativa, l’operaio percepirà 1/26 della retribuzione;

b) nel caso di prestazione lavorativa effettuata nelle quattro festività religiose soppresse (S. Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS. Pietro e Paolo) l’operaio percepirà oltre alla normale retribuzione giornaliera, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate.

A decorrere dal 1° agosto 1999 il regime retributivo previsto dalla lettera b) del settimo comma per l’attività lavorativa prestata nelle quattro festività religiose soppresse trova applicazione limitatamente ed esclusivamente per le ex festività di San Giuseppe e Ss. Pietro e Paolo.

Conseguentemente, a decorrere dal 1° agosto 1999, per le ex festività dell’Ascensione e del Corpus Domini, in caso di prestazione lavorativa l’operaio percepirà esclusivamente la normale retribuzione giornaliera risultando abrogata la corresponsione in aggiunta della retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate.

Il regime conseguente al ripristino per il Comune di Roma della festività religiosa del 29 giugno (SS. Pietro e Paolo) disposta dal DPR 28 dicembre 1985, n. 792, risulta disciplinato dall’accordo 4 giugno 1986 (All. M).

Norma Transitoria: A decorrere dal 1° Agosto 1999 le giornate dell’Ascensione e del Corpus Domini vengono abolite dal calendario di cui alla lettera c) del primo comma e alla lettera b) del 7° comma.

NOTA A VERBALE –  Le parti si danno reciprocamente atto che, in presenza di provvedimenti che dovessero in futuro incidere sul regime retributivo delle ex festività dell’Ascensione e Corpus Domini come definito dal presente contratto verranno individuati gli opportuni strumenti di recupero al fine di confermare l’invarianza dei costi.