Art. 3 – CONTRATTI DI INSERIMENTO E REINSERIMENTO – CONTRATTO A TERMINE – CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO – CONTRATTO DI APPRENDISTATO

A) Contratti di inserimento e reinserimento: Il contratto di inserimento è un contratto di lavoro diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore ad un determinato contesto lavorativo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del lavoro, ciò con particolare riferimento ai disoccupati del settore.

Al contratto di inserimento o reinserimento si applica la disciplina di cui all’art. 54, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e seguenti, così come successivamente integrati e modificati.

Il contratto di inserimento è stipulato in forma scritta e in esso deve essere specificamente indicato il progetto individuale di inserimento.

In mancanza di forma scritta il contratto è nullo e il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato.

Nel contratto sono indicati:

–    la durata;

–    l’eventuale periodo di prova, cosi come previsto per il livello di inquadramento attribuito;

–    l’orario di lavoro, in funzione dell’ipotesi che si tratti di un contratto a tempo pieno o a tempo parziale;

–    la categoria di inquadramento del lavoratore: tale categoria non potrà essere inferiore per più di due livelli rispetto a quella spettante per le mansioni per il cui svolgimento è stato stipulato il contratto.

Il progetto individuale di inserimento è definito con il consenso del lavoratore e deve essere finalizzato a garantire l’adeguamento delle eventuali competenze professionali del lavoratore al contesto lavorativo, valorizzandone le professionalità già acquisite.

Nel progetto sono indicati:

a)   la qualificazione al conseguimento della quale è preordinato il progetto di inserimento/reinserimento oggetto del contratto;

b)   la durata e le modalità della formazione, qualora il lavoratore non appartenga ai disoccupati del settore.

Il contratto di inserimento ha una durata di 18 mesi.

Per i soggetti riconosciuti affetti da grave handicap fisico, mentale o psichico il contratto di inserimento potrà prevedere una durata massima di 36 mesi.

Nell’ipotesi di reinserimento di soggetti con professionalità compatibili con il nuovo contesto organizzativo può essere prevista una durata massima di 12 mesi.

Il progetto deve prevedere una formazione teorica di 16 ore, ripartita fra l’apprendimento di nozioni di prevenzione antinfortunistica e di disciplina del rapporto di lavoro ed organizzazione aziendale. Detta formazione sarà accompagnata da congrue fasi di addestramento specifico in funzione dell’adeguamento delle capacità professionali del lavoratore.

La formazione antinfortunistica dovrà necessariamente essere impartita nella fase iniziale del rapporto.

Per quanto riguarda il trattamento di malattia e infortunio non sul lavoro il lavoratore in contratto di inserimento ha diritto ad un periodo di conservazione del posto di 70 giorni.

Nell’ambito di detto periodo l’azienda erogherà un trattamento economico eguale a quello spettante per i dipendenti di eguale qualifica (operai e impiegati).

L’applicazione dello specifico trattamento economico e normativo stabilito per i contratti di inserimento/reinserimento, non può comportare l’esclusione dei lavoratori con contratto di inserimento/reinserimento dall’utilizzazione degli eventuali servizi aziendali, quali mensa e trasporti, ovvero dal godimento delle relative indennità sostitutive eventualmente corrisposte al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nonché di tutte le maggiorazioni connesse alle specifiche caratteristiche dell’effettiva prestazione lavorativa previste dal contratto collettivo (maggiorazioni di turno, lavoro festivo, ecc…). Per quanto riguarda il Premio di risultato, a livello aziendale sarà valutata l’applicazione dell’istituto ai lavoratori con contratto di inserimento e in questo ambito i criteri e le modalità da adottare.

Nei casi in cui il contratto di inserimento/reinserimento venga trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il periodo di inserimento/reinserimento viene computato nell’anzianità di servizio ai fini degli istituti previsti dalla legge e dal contratto, con esclusione dell’istituto degli aumenti periodici di anzianità e della eventuale progressione automatica di carriera.

B) Contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato: il contratto per la somministrazione di lavoro, disciplinato  dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive integrazioni e modificazioni, può essere concluso, nei casi previsti dal richiamato decreto legislativo, per le fattispecie previste dal punto D).

L’azienda utilizzatrice comunica preventivamente alle RSU  e alle organizzazioni territoriali il numero, le qualifiche  dei lavoratori utilizzati con contratto di somministrazione di lavoro nonché le durate ed i motivi. Ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità la predetta comunicazione sarà effettuata entro i 5 giorni successivi alla stipula del contratto.

Le aziende comunicheranno annualmente alle organizzazioni stipulanti e alle rispettive RSU il numero dei contratti di somministrazione di lavoro stipulati.

C) Contratto a termine: i contratti a termine sono disciplinati dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 e successive modificazioni e integrazioni.

Per le fattispecie di esenzione dei contratti a termine da  limitazioni quantitative la durata del periodo – ai fini della suddetta esenzione – per i contratti a tempo determinato conclusi nella fase di avvio di nuove attività è fissata in 20 mesi.

Le aziende nel corso di svolgimento del rapporto a termine, forniranno informativa ai lavoratori interessati circa i posti vacanti che si rendessero disponibili in azienda. Le aziende comunicheranno alle organizzazioni stipulanti e alle R.S.U. il numero dei rapporti a termine convertiti in rapporti a tempo indeterminato.

Non concorrono ai fini del raggiungimento del limite di 36 mesi previsto al comma 4 bis dell’art. 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 i contratti a termine, le relative proroghe e rinnovi stipulati per ragioni sostitutive.

Fermo restando quanto sopra, trascorso il periodo complessivo di 36 mesi, ricorrendone i presupposti, è possibile, anche al fine di favorire prospettive di trasformazione dei rapporti di lavoro a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, stipulare un ulteriore contratto a termine, in regime di deroga assistita ai sensi dell’art. 5, comma 4 bis, per una durata massima di 12 mesi. Il limite di 6 mesi previsto dall’art. 5, comma 4 quater del richiamato decreto legislativo è elevato a 12 mesi.

Restano in ogni caso esclusi dalle disposizioni dell’art. 5, comma 4 bis e 4 quater, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, nonché dalle disposizioni di cui ai precedenti due commi le assunzioni a termine di dipendenti addetti a lavorazioni non attinenti i giornali quotidiani (Parte VI del presente contratto).

D) I contratti di cui alle precedenti lettere B) e C) possono essere conclusi per sopperire alle diverse esigenze aziendali anche con riferimento alle seguenti fattispecie:

–      per campagne promozionali dirette allo sviluppo delle vendite o per sopperire alle esigenze della diffusione dei giornali in periodi di particolare espansione del mercato;

–      per fronteggiare situazioni imprevedibili o contingenti che rendano necessarie provvisorie integrazioni degli organici aziendali fissati;

–      per la sostituzione di posizioni vacanti per periodi non superiori a tre mesi, per sostituire lavoratori partecipanti a corsi di riqualificazione professionale ovvero assenti per congedo matrimoniale, servizio militare, aspettativa concessa per riconosciute necessità personali e familiari, per maternità, malattia, infortunio, ferie;

–      aumento temporaneo di attività per esigenze particolari;

–      temporanea utilizzazione di professionalità non presenti in azienda.

–      per fronteggiare picchi produttivi temporanei o ricorrenti;

–      nella fase di avviamento e sviluppo di nuove iniziative  o di acquisizione di nuove commesse;

–      per esigenze connesse ad innovazioni od aggiornamenti tecnologici, comprese le sostituzioni di lavoratori partecipanti a corsi di riqualificazione professionale.

I lavoratori assunti con i contratti di cui alle precedenti lettere B) e C)  non potranno contemporaneamente superare il 27% dei contratti a tempo indeterminato in atto nell’impresa fermo restando che per ciascuna tipologia del contratto non si potrà superare il 14% dei contratti a tempo indeterminato in atto nelle imprese. In situazioni particolari ed eccezionali, in sede aziendale, con accordo tra direzione  e RSU e, in mancanza di queste ultime con le OO.SS. territoriali la percentuale del 27% può essere elevata al 50% della popolazione attiva presente nell’area produttiva interessata.

NOTA. Qualora l’applicazione delle percentuali di cui all’ultimo comma della lettera D) determini frazioni di unità, le stesse verranno arrotondate ad unità intera.

E) Contratto di apprendistato: le parti istituiscono una Commissione tecnica di 6 componenti per parte avente lo scopo di esaminare gli aspetti applicativi dell’istituto legale dell’apprendistato nel contesto delle disposizioni di cui al presente contratto. L’esito dei lavori della Commissione verrà esaminato dalle parti firmatarie il presente contratto in occasione del rinnovo della parte economica del contratto e ciò al fine di definire la regolamentazione normativa dell’istituto.