Art. 12 – LAVORO A TEMPO PARZIALE (PART-TIME)

Le parti, ritenendo che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere uno strumento idoneo ad agevolare l’incontro tra domanda e l’offerta di lavoro e venire incontro alle esigenze di flessibilità del settore, nell’intento di garantire a detti lavoratori un equo regime lavorativo, concordando quanto segue.

Per lavoro  a tempo parziale, in applicazione a quanto previsto dal Decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 e successive modificazioni ed integrazioni (Allegato M), si intende il rapporto di lavoro prestato con orario ridotto rispetto a quello stabilito dal presente contratto (35 ore settimanali).

Il rapporto di lavoro part-time sia per le nuove assunzioni che per il personale in servizio, può essere di tipo:

– orizzontale: quando la prestazione ridotta si svolge per tutti i giorni della settimana lavorativa;

– verticale: quando la prestazione a tempo pieno si svolge solo in alcuni giorni predeterminati della settimana o del mese o dell’anno;

– ciclico: quando la prestazione si svolge per alcuni mesi dell’anno che si alternano a mesi di non lavoro in azienda.

L’instaurazione del rapporto di lavoro part-time avverrà con atto scritto nel quale saranno precisati l’orario di lavoro – con riferimento al giorno, alla settimana, al mese, all’anno – e gli altri elementi previsti dal presente contratto per il rapporto a tempo pieno. Copia del contratto deve essere inviata entro 30 giorni all’Ispettorato Provinciale del Lavoro.

La trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale e viceversa deve avvenire con il consenso delle parti le quali possono stabilire le condizioni per il ripristino del rapporto originario.

In conformità a quanto previsto dall’art. 5 del decreto legislativo n. 61/2000 l’azienda darà priorità nel passaggio da tempo pieno a tempo parziale o viceversa ai lavoratori già in forza che ne abbiano fatta richiesta rispetto ad eventuali nuove assunzioni per le stesse mansioni.

La retribuzione e tutti gli istituti del presente contratto saranno proporzionati all’orario concordato, con riferimento contrattuale ai lavoratori a tempo pieno.

È consentito con il consenso del lavoratore formalizzato con atto scritto, il mutamento delle modalità temporali della prestazione lavorativa originariamente concordata per un periodo non superiore a tre mesi l’anno.

La variazione delle modalità della prestazione deve essere preannunciata con un preavviso di almeno 10 giorni e comporta, per il periodo in cui la variazione stessa viene attuata, una maggiorazione dello stipendio o del salario del 10%.

In considerazione delle specifiche esigenze organizzative e produttive che caratterizzano il settore dei quotidiani, previa comunicazione alle RSU, la prestazione di lavoro supplementare – richiesta ed accettata dal lavoratore – rispetto all’orario di lavoro concordato è consentita anche in caso di rapporti  a termine per la misura massima annua del 20% dell’orario annuo concordato.

Le ore di lavoro supplementare nei limiti dell’orario normale contrattuale dei lavoratori a tempo pieno sono retribuite, a decorrere dal 1° ottobre 2003, con la maggiorazione del 20% dello stipendio o del salario comprensiva dell’incidenza su tutti gli istituti contrattuali o di legge.